Consultando la Carta geologico-strutturale del PRG del Comune di Donato (elaborato A-G4, 1999) si osserva che la parte medio-bassa del territorio comunale è attraversata dall’unità tettonica della Zona del Canavese. La porzione presente nel territorio di Donato rappresenta la parte più nordorientale di questa unità, che si estende verso sud-ovest affiorando al di là dei depositi morenici dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea.
La Zona del Canavese, situata nelle Alpi Meridionali occidentali al contatto con la Zona Sesia-Lanzo, rappresenta il prolungamento sudoccidentale (nelle coordinate attuali) del margine continentale distale nordoccidentale della placca adriatica. Nonostante le successioni stratigrafiche siano state interessate da zone di taglio duttili alpine e da faglie fragili, esse conservano tracce significative del rifting giurassico inferiore-medio. Le brecce polimittiche testimoniano l’esposizione sottomarina, già nel Giurassico medio, di crosta superiore e inferiore lungo faglie di distacco estensionali a basso angolo. All’interno della zona si distinguono due tipi di basamento, tettonicamente giustapposti: un basamento profondo, costituito da rocce migmatitico-anatettiche e da intrusioni di granuliti mafiche con affinità alla Zona Ivrea-Verbano, e un basamento superiore, in facies anfibolitica con intrusioni granitoidi permiane, paragonabile alla Zona Strona-Ceneri. Le successioni sedimentarie registrano le diverse fasi del rifting, con esumazione del basamento e la persistenza di un rilievo sottomarino lungo il margine durante il Giurassico-Cretaceo. La Zona del Canavese è delimitata da due principali strutture: la Linea del Canavese Esterna, che la mette in contatto con la Zona Sesia-Lanzo, e la Linea del Canavese Interna, che la separa dalla Zona Ivrea-Verbano. La Zona del Canavese in senso stretto, come definita da Argand, costituisce un’unità tettonica larga circa 2 km e lunga circa 40 km, esposta nel settore occidentale interno delle Alpi tra Levone e Ceresito (FERRANDO et al., 2004).
Il lembo presente nel territorio di Donato ha andamento sud-ovest/nord-est, una larghezza di circa 1200 metri e presenta evidenze morfologiche dei due lineamenti tettonici, in buona parte occultate dai depositi quaternari. Nel settore sudoccidentale esso è caratterizzato dal rilievo di Poggio Castellazzo. Le rocce affioranti sono rocce di metamorfismo dislocativo, derivate da litotipi originari della Zona Ivrea-Verbano, della Zona Sesia-Lanzo e della stessa Zona del Canavese, interessati solo marginalmente dal metamorfismo alpino.
Nel territorio, dove sono presenti affioramenti rocciosi, nell’alveo dei corsi d’acqua e lungo gli sbancamenti stradali, si osservano facilmente le particolari rocce fratturate tipiche del metamorfismo di dislocazione. Passando di fronte al muro perimetrale del piccolo cimitero di Ceresito attirano l’attenzione alcuni blocchi di pietra grigio-violacei che ne costituiscono la muratura: si tratta di scisti milonitici, gli stessi che affiorano nell’alveo del corso d’acqua immediatamente a valle.
Il corso d’acqua, denominato cartograficamente Rio Strusa (da non confondere con l'omonimo corso d'acqua presente nel Comune di Netro), è impostato lungo la Faglia del Canavese Interna che, in questo tratto, ha direzione nord-nord-est e converge verso la Linea del Canavese Esterna in prossimità di un ipotetico punto di incontro tra le due faglie, oggi occultato dalla paleofrana che lambisce la zona poco più a est. Tale punto rappresenta la terminazione orientale della Zona del Canavese, esposta da Levone (Torino) fino a questo settore. Il corso d’acqua evidenzia quindi il contatto tettonico tra la Zona del Canavese e la Zona Ivrea-Verbano e, in particolare nel tratto dell’alveo a monte della SP 500, si osservano rocce di faglia.
Sono presenti brecce di faglia, miloniti carbonatiche, cataclasiti e scisti milonitici grigi, grigio-verdastri e grigio-violacei. Il processo di milonitizzazione ha comportato una modesta ricristallizzazione con formazione di nuovi minerali e prodotti di ossidazione che conferiscono a queste rocce la scistosità e le caratteristiche sfumature cromatiche.
Nel territorio di Donato la Linea del Canavese Esterna risulta quasi interamente occultata dai depositi quaternari che ricoprono il versante e la zona di fondovalle. Il tracciato del lineamento è ricostruibile sulla base della cartografia geologica disponibile, tuttavia nell'incisione del Rio Canarei dove lo stesso è attraversato dalla pista B36 affiorano rocce milonitiche.
Le immagini documentano gli aspetti strutturali e petrografici del lembo di Zona del Canavese presente a Donato.
I toponimi utilizzati nel presente lavoro sono tratti dalla seguente carta escursionistica ufficiale della Provincia di Biella:
PROVINCIA DI BIELLA (2018) - Carta dei sentieri: BIELLESE sud-occidentale, Foglio 3, scala 1:25.000, Biella.
BIBLIOGRAFIA
DAL PIAZ G.V. (a cura di) (1992) - Guide geologiche regionali della Società Geologica Italiana, n. 3: Alpi dal M. Bianco al Lago Maggiore. BE-MA editrice, Milano.
FERRANDO S., BERNOULLI D. & COMPAGNONI R. (2004) - The Canavese zone (internal Western Alps): A distal margin of Adria. Schweizerische Mineralogische und Petrographische Mitteilungen, 84: 237-256.
GIANOTTI F. (2007) - L’Anfiteatro Morenico di Ivrea. Società Meteorologica Italiana (Nimbus), Torino.
SANTO A.P. & PECCERILLO A. (2021) - Elementi di petrologia. Pàtron Editore, Bologna.
Fig. 1. Blocco di scisto milonitico inserito nel muro perimetrale del cimitero di Ceresito.
Fig. 2. Il Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 3. Massi di scisto milonitico nell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 4. Roccia cataclastica nell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 5. Scisto milonitico nell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 6. Cataclasite nell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 7. Scisto milonitico nell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 8. Scisto milonitico nell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 9. Cataclasite foliata a clorite nell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 10. Milonite carbonatica nell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 11. Scisto miloniticonell’alveo del Rio Strusa a monte della SP 500, poco oltre Ceresito in direzione di Donato.
Fig. 12. Roccia cataclasata lungo lo sbancamento stradale della SP 500.
Fig. 13. Roccia cataclasata lungo lo sbancamento stradale della SP 500.
Fig. 14. Litotipo cataclastico affiorante nei dintorni della Fonte di Lunga Vita a Donato.
Fig. 15. Litotipo cataclastico affiorante nei dintorni della Fonte di Lunga Vita a Donato.
Fig. 16. Alveo del Rio Canarei costituito da rocce intensamente fratturate (bastoncino = 100 cm).
Fig. 17. Sponda del Rio Canarei con affioramenti di rocce intensamente fratturate (bastoncino = 100 cm).
Fig. 18. Micascisto milonitico con struttura fine e nucleo centrale sericitico, circondato da fasce progressivamente più alterate e ossidate. Rio Canarei.
Fig. 19. Alveo del Torrente Ingagna a monte dell’attraversamento del sentiero B10, con affioramenti di rocce appartenenti al metamorfismo di dislocazione (bastoncino = 100 cm).
Fig. 20. Cataclasite, alveo del Torrente Ingagna a monte dell’attraversamento del sentiero B10.
Fig. 21. Cataclasite a struttura scistosa, alveo del Torrente Ingagna a monte dell’attraversamento del sentiero B10.
Ultima modifica: 29 settembre 2026.