Gli impulsi glaciali che hanno interessato le Alpi dalla fine del Pleistocene inferiore e per tutto il Pleistocene medio e superiore sono iniziati intorno a 900.000 anni fa e si sono conclusi circa 10.000 anni fa. Anche le Alpi Biellesi sono state coinvolte da queste fasi glaciali, e l’alta Valle Cervo ha ospitato, nei valloni situati alle quote più elevate, piccoli ghiacciai che nelle fasi di massima espansione potevano essere coalescenti.
I processi di modellamento successivi hanno progressivamente obliterato le tracce del loro passaggio e le forme dei depositi lasciati. Tuttavia, si possono ancora osservare elementi morfologici di origine glaciale, come circhi glaciali, spalle glaciali, lembi di cordoni morenici laterali e massi erratici.
Le sezioni visibili di depositi glaciali sono rare e si presentano caratterizzate da elementi molto vari per granulometria, costituiti da ciottoli e massi sfaccettati, striati e con spigoli smussati, che di norma non mostrano stratificazione. Le immagini documentano alcuni casi in cui si può osservare la presenza di depositi glaciali nel territorio di Piedicavallo.
Fig. 1. Scarpata d’erosione con depositi glaciali lungo la sponda destra orografica del Torrente Cervo, ripresa un mese dopo l’evento alluvionale del 2-3 ottobre 2020.
Fig. 2. La scarpata della figura precedente, ripresa nel settembre 2024, dove si può notare l’evoluzione geomorfologica avvenuta dopo l’evento alluvionale del 2-3 ottobre 2020.
Fig. 3. Scarpata d’erosione con till glaciale al di sopra di un livello ghiaioso‑alluvionale, interpretabile come possibile deposito proglaciale di avanzamento o interstadiale; sponda sinistra orografica del Torrente Chiobbia.
Fig. 4. Masso erratico nel vallone del Torrente Irogna.
Fig. 5. Masso erratico in prossimità della confluenza del Torrente Valdescola con il Torrente Chiobbia.
Fig. 6. Morena laterale destra della Valdescola, evidenziata dalla linea puntinata.
Ultima modifica: 30 settembre 2026.